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Come installare una canna fumaria sulla facciata di un palazzo: l’utilizzo dei beni comuni nel condominio ha dei limiti

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Come installare una canna fumaria sulla facciata di un palazzo: l’utilizzo dei beni comuni nel condominio ha dei limiti

Installare sulla facciata di un palazzo condominiale una canna fumaria per chi deve aprire un’attività che la richiede, rappresenta un diritto con condizioni e regole precise come il decoro e la sicurezza. Ovviamente sussiste l’obbligo di avvisare l’amministratore prima di iniziare i lavori, illustrando il lavoro e garantendo circa i possibili danni.
Dunque, l’assemblea condominiale non può bocciare a priori il progetto che rispetti i limiti di legge, e venga effettuato a proprie spese: l’installazione di una canna fumaria è considerata una semplice modifica della cosa comune e non una innovazione che richiede maggioranze speciali.
C’è una eccezione che riguarda il Regolamento di Condominio: se questo vieta espressamente opere sulle facciate o richiede un permesso preventivo: in questo caso è obbligatorio chiedere il via libera.
Un ostacolo è rappresentato dal decoro architettonico anche se il palazzo non sia un bene storico o artistico di pregio: Il decoro è l’armonia delle strutture dell’edificio e quindi l’installazione non può deturpare l’edificio.
Piazzare un tubo vistoso su una facciata pulita, può alterare il decoro, viceversa l’installazione in un cortile interno, o su una facciata secondaria dove ci sono già altri tubi, condizionatori o verande, è molto più accettabile.
In sostanza l’opera non deve creare un pregiudizio significativo alla facciata e in caso di conflitto i giudici valutano caso per caso.
Altri limiti sono rappresentati dalla sicurezza in quanto la canna fumaria non deve minacciare la stabilità del muro e si deve evitare che possa essere un appiglio per i ladri di appartamenti per cui onde evitare contestazioni, è meglio prevedere nel progetto dei sistemi antintrusione e/o dissuasori.
Infine, c’è il tema della distanza della canna fumaria dalle finestre dei condomini: la questione è tecnica in quanto la canna fumaria non è considerata una “costruzione” per cui non si applicano sempre le distanze standard di 3 metri, ma bisogna rispettare le distanze di sicurezza per evitare che fumi nocivi o calore diano fastidio.
Se il regolamento edilizio del Comune prevede una distanza minima precisa, la stessa va assolutamente rispettata; se invece, non c’è una norma locale specifica, occorre dimostrare che l’impianto sia coibentato e non emetta fumi: in tal caso portare lo sbocco dei fumi oltre il tetto è la soluzione dei problemi di immissioni moleste.