maggio 28

Anche le carte di credito ricaricabili sono pignorabili

Anche le carte di credito ricaricabili sono pignorabili

La carta di credito prepagata   serve per utilizzare il denaro che il titolare ha già depositato in banca in un momento precedente:  però, a differenza delle comuni carte di credito, non è collegata a un conto corrente, ma attinge da una riserva che il cliente ricostituisce di volta in volta, presso la banca, e all’occorrenza..

aprile 2

Il tempo speso su Facebook, Whatsapp, Youtube o le offese all’azienda o al datore di lavoro, possono costare il licenziamento

Il tempo speso su Facebook, Whatsapp, Youtube o le offese all’azienda o al datore di lavoro, possono costare il licenziamento

Sono diventate numerose le sentenze che affrontano il rapporto tra ambiente lavorativo e uso dei cellulari per la navigazione in internet per fini personali e per divertimento: in caso di uso dei social durante il lavoro, si rischia il posto. Sicuramente la navigazione su internet per fini privati è vietata sia quando avviene tramite il.

gennaio 29

La prescrizione per le fatture si riduce da cinque a tre anni. Un vantaggio per i consumatori

La prescrizione per le fatture si riduce da cinque a tre anni. Un vantaggio per i consumatori

Sul sito dell’Arera, l’Autorità garante per la luce, l’acqua e il gas, è stato pubblicato un importante comunicato: dal 1° gennaio 2019 cambia la prescrizione per le bollette. Le società che forniscono l’energia elettrica, il servizio idrico e il gas non potranno più richiedere pagamenti per debiti pregressi se sono trascorsi più di due anni:.

gennaio 2

Dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale la norma del Jobs Acts che prevede il calcolo degli indennizi previsti in caso di licenziamento illegittimo per i lavoratori assunti con contratto a tutele crescenti

Dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale la norma del Jobs Acts che prevede il calcolo degli indennizi previsti in caso di licenziamento illegittimo per i lavoratori assunti con contratto a tutele crescenti

Il tribunale di Roma, nel 2017, ha rimesso  alla Corte Costituzionale la disciplina del contratto a tutele crescenti, per contrasto con gli articoli 3, 4, 76 e 117 della Costituzione. In particolare, secondo il tribunale sarebbe del tutto contrario al principio di ragionevolezza e di uguaglianza prevedere che l’unico criterio in base al quale determinare.

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