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I nostri amici a quattro zampe e le responsabilità connesse alla custodia

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I nostri amici a quattro zampe e le responsabilità connesse alla custodia

Le statistiche forniscono un dato certo: sono tantissimi gli amici pelosi che le famiglie italiane hanno scelto o adottato.

E’ pur vero che se la convivenza con un cane rende la vita più ricca di tenerezza e compagnia, per altro verso fa subentrare  il dovere di un controllo rigoroso per evitare danni a terzi con la responsabilità del proprietario.

Nel caso di un danno o una aggressione fisica i giudici hanno un’interpretazione molto restrittiva: il principio fondamentale è che da un animale ci si possa aspettare “reazioni” inattese ed è dovere del proprietario fare il possibile per prevenire danni a terzi.

Il proprietario di un cane può essere esonerato da responsabilità solo nell’ipotesi di caso fortuito: un evento imprevedibile e inevitabile tra il comportamento dell’animale e il danno verificatosi. Se il proprietario riesce a dimostrare che l’incidente è avvenuto per caso fortuito, può essere scagionato da ogni colpa.

Ma se un cane tenuto al guinzaglio si divincola improvvisamente dal controllo del proprietario e fa cadere a terra una persona causandole dei traumi, si può rientrare nel campo della responsabilità penale in quanto la persona danneggiata, a prescindere dalle intenzioni dell’animale, ha il diritto di sporgere querela entro un termine massimo di tre mesi dal giorno del fatto, con lo scopo di ottenere un risarcimento qualora il giudice ritenesse il proprietario colpevole per la scarsa sorveglianza dell’animale.

Ovviamente nel caso di lesioni molto più lievi la persona danneggiata sceglierà di avviare una causa civile per il solo risarcimento dei danni, piuttosto che un procedimento penale.

Sarebbe utile, specialmente per coloro che possiedono cani di razze famose per la loro potenza o aggressività, stipulare una polizza assicurativa: uno strumento utile ad offrire una protezione economica ed a coprire numerose tipologie di rischi come morsi e altre lesioni fisiche provocate a terzi, danneggiamenti di beni di valore altrui, la copertura delle spese mediche sostenute dalla persona danneggiata o il rimborso delle spese legali necessarie per gestire l’eventuale controversia.

Di solito la presenza di animali domestici in un condominio è spesso fonte di attrito con i vicini.

Premesso che nessun condomino possa obbligare un altro a disfarsi del proprio animale, l’unico strumento che può vietare la detenzione di animali in uno stabile è il regolamento di condominio, ma il divieto deve essere stato approvato all’unanimità da tutti i proprietari: in assenza di tale clausola del genere, i vicini potranno pretendere unicamente il rispetto delle regole di convivenza e di buon senso.

Il proprietario del cane deve normalmente adottare degli accorgimenti: evitare che siano sporcate le aree comuni o assicurarsi che l’abbaiare del cane non disturbi gli altri condòmini durante le ore di riposo.

Quando si affida il proprio animale a un custode o un dog sitter professionista, la responsabilità del controllo passa temporaneamente a costoro che assumono il dovere di sorvegliare l’animale con la stessa attenzione del proprietario per evitare che procuri danni.

Ma va detto che il proprietario non è automaticamente liberato da ogni responsabilità e potrà essere chiamato a rispondere sia civilmente che penalmente per i danni causati a terzi, nell’ipotesi che abbia delegato la sorveglianza a un soggetto non affidabile.