nov 21

La tutela dell’acquirente da parte del codice del consumo: il venditore deve riparare o sostituire il prodotto difettoso a sue spese oppure restituire quanto ricevuto

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La tutela dell’acquirente da parte del codice del consumo: il venditore deve riparare o sostituire il prodotto difettoso a sue spese oppure restituire quanto ricevuto

Ogni acquirente ha diritto che la cosa comprata sia esente da vizi che la rendano inutile o che comunque ne diminuiscano il valore.

La tutela fornita dal codice civile italiano attraverso la garanzia per i vizi della cosa venduta con la denunzia dei vizi da parte del cliente  al venditore entro otto giorni dalla loro scoperta,,  tuttora vigente, è stata parzialmente superata dalla disciplina più completa fornita dal codice del consumo .

Secondo il codice ,  l’acquirente- consumatore  ha diritto non soltanto alla riduzione o alla restituzione integrale del prezzo, come già previsto dal codice civile, ma anche alla riparazione o alla sostituzione del prodotto difettoso:  «Il consumatore può chiedere, a sua scelta, al venditore di riparare il bene o di sostituirlo, senza spese in entrambi i casi, salvo che il rimedio richiesto sia oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso rispetto all’altro» .

Le riparazioni o le sostituzioni devono essere effettuate dal venditore a proprie spese, entro un congruo termine dalla richiesta, e non devono arrecare inconvenienti al consumatore. Solo nel caso in cui la riparazione o la sostituzione non sia possibile oppure sia eccessivamente dispendiosa per il venditore, l’acquirente potrà optare per i rimedi “classici”, e cioè per la riduzione del prezzo, proporzionata alla diminuzione del valore del bene causata dal difetto,  o la restituzione integrale. Ogni spesa è a carico del venditore.

Secondo il codice del consumo  il consumatore deve denunciare al venditore il difetto di conformità entro il termine di due mesi dalla data in cui ha scoperto il vizio. La denuncia non è necessaria se il venditore ha riconosciuto l’esistenza del difetto o, comportandosi in mala fede, lo ha occultato. Il venditore è responsabile quando il difetto di sia manifestato entro il termine di due anni dalla consegna del bene.